home

chi siamo

dove siamo

zafferano

olio d'oliva

prodotti e prezzi

ordini e spedizioni

contatti

storia
immagine


vasogrecoraccoltaolive
vaso greco con raccolta olive.


zaffkreta
raccoglitrice minoica di zafferano.


pressaromanapressa olearia romana.


medioevo
olive raccolta medievale.


crocusminiatura
Zafferano miniatura.


chinate
fatiche di altri tempi.


AtenaHeracles
Atena ed Heracle.


olivo illustrazione

L’argomento è talmente affascinante, vasto e oceanico che sarebbe certo pretesa ridicola creder di esaurirlo in una manciata di righe in questo sito, ma certo olio d’oliva e zafferano sono due prodotti vegetali che hanno accompagnato l’uomo agricoltore per lunghissima parte della sua evoluzione, attraversando pressochè inalterati, l’avvicendarsi di culture umane e periodi storici lungo l’arco di almeno 5.000 anni. L'olivo è una trasformazione dovuta all'uomo del oleaster, varietà selvatica. L'olivo è in effetti un arbusto che è stato trasformato in albero tramite selezioni progressive. E' certo che sia originario della Siria e delle coste meridionali dell'asia minore, ed è "nato" in ambiente sicuramente semitico. Non si conoscono termini sanscriti per olivo e il suo olio, nè termini accadici (pur essendo lingua semitica), invece la parola "ulu" semitica indicante l'olio, è certamente affine al greco elaion, e al latino oleum. Pertanto in tal senso l'archeologia linguistica è chiara. Invece per lo zafferano la cosa è diversa. Il termine più antico che conosciamo per indicarlo è azupiranu ed è accadico. Vero è che safràn è parola francese per zafferano, probabilmente traslata dall'arabo zafaran. Spezia antica conosciuta anche dai romani col termine safranum… era usata fin dall’età del bronzo a Creta e Santorini dai minoici come spezia e come tingente. Nel persiano zarparan (zafferano) abbiamo un’altra possibile radice lessicale, ma la più antica è l’accadica. Il termine semitico karkom, è legato al greco crocos/karkum e da questo al latino crocum il passo è evidente. Quindi la questione etimologica rimane decisamente aperta e dinamica. I commerci fin dalla più lontana antichità hanno distribuito sia il prezioso liquido giallo che la saporita spezia, nei porti e nei fondachi di tutto l'egeo prima e del mediterraneo e mar nero subito dopo. I greci nel sud italia (Magna Grecia) portarono olive e olivo e ne distinguevano già tre cultivar: agrielaia, kotinus, phulia. Essi consideravano l'olivo un dono fatto dalla dea Athena agli umani. Anche gli etruschi conoscevano olivi e olio e chiamavano eliunt chi lo coltivava.

olivietruschi

Tarquinia, raffigurazione di olivi.

Ad Albenga nel ponente ligure è famoso il relitto della nave di Albenga, un vascello romano carico di anfore affondato mentre forse era ad un passo dall'approdo al porto di Albium Ingaunum.

naveromanalbenga

Nave romana di Albenga.

Le merci hanno sempre viaggiato insieme alle idee. Già dall'età del bronzo, la lingua franca in tutto il mediterraneo era l'accadico. Così abbiamo sorprese e curiosità, come il fatto che in dialetto ligure asino si dice ansze, esattamente come in accadico e sumero, anse. A riprova che se giunge un animale (o merce) sconosciuta da oltremare, se ne assimila semplicemente il nome. Una cosa è certa, i liguri degli ultimi secoli avanti Cristo, oramai amalgamati ad altre popolazioni celtiche indoeuropee sopraggiunte in varie ondate nel tempo, portavano i capelli lunghi e venivano chiamati dai romani “ligures comati” o “ligures capellati” (chiomati). Altre fonti riferiscono che chiamavano se stessi “Ambrones” ...forse a ricordo del monopolio dei traffici dell’ambra dal mar baltico lungo la via del Rodano? ...Quei cappelloni conoscevano gli ulivi, le olive e l’olio. Non ancora lo zafferano però che arriverà molto più tardi in italia, solo nel 1.300, proveniente dalla Siria. L'olio era usato oltre che in cucina, anche per far ardere lampade (olio lampante), per preparare unguenti medicamentosi e profumi. Lo zafferano era usato anche lui come spezia in cucina ma anche come tingente di tessuti e colorante in genere. L'approdo di bulbi di zafferano nella penisola italiana, lo si deve ad un monaco di ritorno dalla Siria. Con quei bulbi inizia ovviamente la produzione di zafferano e non solo il commercio di importazione della preziosa e costosa spezia. Nella zona di Sanremo pare che la gente chiamasse se stessa Matuti. Cioè quelli della dea Matuta, dea dell’aurora, la prima luce del sole. Gli intemeli erano la tribù ligure che faceva capo a Albium Intemelium (Ventimiglia). Gli ingauni invece erano di stanza ad Albium ingaunum, (Albenga). Tra le due tribù liguri del litorale, vivevano altre compagini tribali fra cui gli antenati dei sanremesi di oggi, i già citati Matutii. Più all’interno invece in quell’abitato che oggi chiamiamo Triora e che tutti conoscono per il processo inquisitorio alle streghe, vivevano i triullates. Si poiché al tempo si chiamava Triola. I romani riferiscono che i liguri vivevano in "pagos, vicos et castella" (cittadelle, villaggi e castellari fortificati). Questo lembo estremo di ponente ligure, fu la Masada della resistenza ultima dei liguri (ambron?) alla inarrestabile avanzata romana. Furono gli ultimi ad esser sottomessi in tutta la gallia cisalpina. Una vocazione quasi genetica deriva quindi ai liguri loro eredi, alla resistenza ad ogni avversità ed intemperie, sempre saldi e in piedi contro ogni vento contrario...come al timone sul mare così nei solchi strappati a fatica alle colline con aratro testardo.

raccoltaolive


lamp
lucerna ad olio.


mosaico
mosaico romano.


anf
anfora di relitto.


macina olive
macina frantoio.


oliomedioevo
Olio in una miniatura medievale.

mater matuta
Mater Matuta


olio latta 2L



olio Lattina 3L


zaff


baratt zaff


bustine zafferano


zafferano bustine 2



GialloVivo di Claudio Tabasso    strada San Giovanni  231 - 18038 - Sanremo (IM)     phone: +39 347 2424940.    P.IVA: 01663930087